Anassimandro: l’ apeiron come fondamento reale
Anassimandro, filosofo ionico vissuto nel VI secolo a.C., si discosta dalla visione di Talete, il quale identificava l'acqua come principio originario (arché) da cui tutto deriva. Anassimandro propone invece un principio più astratto e indeterminato, che egli chiama ápeiron.L'ápeiron di Anassimandro non è identificabile con nessun elemento specifico, come l'acqua per Talete. È piuttosto una sorta di "sostanza primordiale", indefinita e illimitata, da cui originano tutti gli elementi e le cose dell'universo.Secondo Anassimandro, dall'ápeiron avviene un processo di separazione e differenziazione, governato da una legge necessaria che egli chiama Dike (Giustizia). Attraverso questa separazione degli opposti (caldo/freddo, secco/umido, ecc.), si generano gli infiniti mondi che si susseguono in un ciclo eterno di nascita, dissoluzione e rigenerazione.Questa visione di Anassimandro rappresenta un importante passo avanti rispetto a Talete, poiché egli riesce a concepire un principio originario più astratto e universale, da cui deriva tutta la molteplicità del reale. Egli mostra una notevole capacità di astrazione, superando l'identificazione dell'arché con un singolo elemento.Tuttavia, secondo Anassimandro, questa separazione e differenziazione è anche fonte di infelicità per gli esseri viventi. Essi, infatti, mantengono la nostalgia per l'unità originaria dell'ápeiron. Per questo motivo, la nascita e la vita stessa sono viste come una "colpa" che deve essere espiata attraverso la morte, per poter fare ritorno all'unità primordiale.
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